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Paragrafo 6 . Il dopoguerra negli Stati Uniti.

     
Gli  Stati  Uniti  erano il solo paese belligerante che  usciva  dalla
guerra  pi  ricco  e  potente  di quando  vi  era  entrato:  sul  suo
territorio  non si erano svolte operazioni militari; le perdite  umane
subite  (300.000  uomini) erano assai inferiori a quelle  degli  altri
stati  coinvolti nel conflitto; nel 1945 la produzione era raddoppiata
rispetto al 1939, il prodotto nazionale lordo era passato da 95

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a  215  miliardi,  il reddito nazionale era aumentato  del  75%  e  la
disoccupazione  sparita.  Un  cos  straordinario  sviluppo   era   il
risultato  del  grande  aumento della domanda  causato  dagli  impegni
bellici;  la  fine  del conflitto poneva quindi notevoli  problemi  di
riconversione delle strutture produttive. Il presidente  Truman  avvi
un  programma  che, in continuit con il new deal rooseveltiano  (vedi
capitolo    Sette,   paragrafo   3),   prevedeva   il    potenziamento
dell'istruzione, lo sviluppo delle aree depresse, la realizzazione  di
lavori pubblici e la costruzione di alloggi, in modo anche da favorire
la piena occupazione. La maggioranza repubblicana del Congresso imped
la  piena attuazione del programma, che pass in secondo piano a causa
anche delle tensioni internazionali determinate dalla guerra di Corea.
     Nei  quindici  anni successivi alla fine della guerra  gli  Stati
Uniti  esercitarono  comunque un dominio incontrasto  all'interno  del
mondo  capitalistico, grazie alla loro superiorit  tecnologica,  alla
capacit  produttiva  delle  imprese e all'egemonia  del  dollaro  sui
mercati  internazionali. Quest'ultima era il risultato  degli  accordi
sottoscritti  nel luglio del 1944 a Bretton Woods nel  New  Hampshire.
Qui,  infatti, gli stati impegnati nella guerra contro i  nazifascisti
ed  i  loro  alleati avevano raggiunto un'intesa (rifiutata dall'URSS)
sulla  convertibilit delle monete (le monete sono convertibili quando
possono  essere  rapidamente scambiate contro oro od  altre  valute  e
quindi  possono  essere  usate per pagare  le  importazioni)  e  sulla
regolamentazione   degli  scambi  che  sembrava  offrire   sufficienti
garanzie  a  tutti, ma che favoriva gli Stati Uniti, perch  di  fatto
assegnava  al dollaro un ruolo fondamentale, tanto che esso  fin  per
diventare il mezzo di pagamento internazionale. A Bretton Woods  venne
anche  istituito il fondo monetario internazionale (FMI), un fondo  di
aiuto reciproco per la concessione di prestiti agli stati membri,  con
compiti  anche  di studio e di consulenza, che nel corso  dei  decenni
acquisir un notevole potere specialmente nei confronti dei paesi  del
Terzo  mondo, costretti ad un enorme indebitamento. Anche  all'interno
del FMI gli Stati Uniti eserciteranno un peso dominante.
     La   politica  estera,  fondata  su  una  concezione  rigidamente
bipolare delle relazioni internazionali, fu finalizzata all'assunzione
del  ruolo  di  stato guida nel blocco occidentale e  all'affermazione
della  leadership  mondiale  della  lotta  contro  il  comunismo.  Per
raggiungere  tali obiettivi l'amministrazione Truman prima (1945-1952)
e  quella  Eisenhower  poi (1953-1960) assunsero  numerose  iniziative
economiche  e  militari  in  varie parti del  globo  e  promossero  il
potenziamento  degli  armamenti strategici e nucleari,  tanto  che  le
spese  per  la difesa giunsero a rappresentare la voce principale  del
bilancio federale.
     La  paura  del comunismo influ notevolmente anche sulla politica
interna; a partire dagli anni Cinquanta si raggiunsero punte di vero e
proprio fanatismo, in seguito soprattutto alle iniziative promosse dal
senatore  repubblicano  Joseph MacCarthy, che  denunci  ripetutamente
presunte  infiltrazioni  comuniste nella  societ  americana  e  nello
stesso  apparato  statale.  Il fenomeno del "maccartismo",  che  colp
soprattutto funzionari di governo, giornalisti ed esponenti del  mondo
della  cultura e dello spettacolo, domin la scena politica  americana
per pi di quattro anni; inizi a declinare a partire dal 1954, quando
il  senatore  MacCarthy indirizz le sue accuse verso gli  alti  gradi
dell'esercito, coinvolgendo lo stesso presidente Eisenhower.
     Un  problema  di notevole gravit fu quello della discriminazione
razziale,  che  escludeva i neri non solo dai benefici dello  sviluppo
economico, ma
     
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     anche  dal godimento dei principali diritti civili. La lotta  dei
primi  movimenti organizzati, che vide tra i protagonisti  il  pastore
battista  Martin  Luther  King, riusc ad  ottenere  qualche  successo
parziale; nel 1957 il congresso vot una legge sui diritti civili, che
avrebbe  dovuto garantire l'esercizio del diritto di voto ai neri,  ma
l'effettiva  integrazione  continuer  ancora  per  molto  ad   essere
ostacolata da un prevalente atteggiamento segregazionista.
